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Medicina complementare e integrata: continua il sodalizio in Toscana

Dall’agopuntura nella lotta al dolore alla fitoterapia per la medicina di genere la Regione continua a sostenere le medicine complementari

Agopuntura - © rh2010 Adobestock

La Regione Toscana prosegue nel lungo percorso di integrazione delle medicine complementari come agopuntura, fitoterapia e omeopatia, iniziato negli anni Novanta. Lo fa stanziando 600mila euro l’anno, per tre anni, con cui finanziare il programma di attività delle strutture di riferimento per ciascuna branca, fissandone anche gli obiettivi.

Dall’agopuntura nella lotta al dolore alla medicina di genere

Gli ambiti di attività sono vari: dall’oncologia e la gestione del dolore alla promozione del parto fisiologico nelle gravidanze a basso rischio, dalla medicina di genere e la personalizzazione delle cure alla prevenzione e trattamento delle infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie e delle malattie atopiche tra bambini e adulti, fino allo sviluppo e consolidamento della medicina integrata.

“Dall’inizio di quest’anno l’agopuntura nella lotta al dolore è entrata a far parte dei livelli essenziali di assistenza, ossia quelle prestazioni che le Regioni sono tenute a garantire ai pazienti – commenta l’assessore regionale al diritto alla salute, Simone Bezziniun passaggio che trova sostegno nelle evidenze scientifiche e nella consolidata esperienza di alcune realtà del Paese. La Toscana è sicuramente una di queste Nella nostra Regione in oltre vent’anni è infatti maturato un patrimonio di competenze significativo che con questa delibera intendiamo proiettare nel futuro”.

37mila prestazioni di medicina complementare all’anno

Le medicine complementari in Toscana sono state infatti progressivamente inserite tra le attività delle aziende sanitarie regionali, sulla base di appropriatezza, qualità e sicurezza.  Sono 77 gli ambulatori pubblici in Toscana che ogni anno erogano circa 37mila prestazioni e quattro le strutture di riferimento. Come il Centro di medicina cinese Fior di Prugna a Firenze, attivo da trenta anni. Come a Lucca dal 2003 l’ambulatorio di omeopatia per la donna e un servizio di medicina complementare in oncologia. Come il centro di fitoterapia a Careggi. A Pitigliano, in provincia di Grosseto, da anni è attivo il primo centro di medicina integrata per i pazienti ricoverati. E poi ancora l’ambulatorio dedicato alla terapia del dolore con agopuntura a Prato, l’oncologia integrata all’azienda ospedaliero universitaria di Pisa e il ricorso a tecniche di medicina complementare per favorire il parto fisiologico praticate all’ospedale Lotti di Pontedera ma anche in altri punti nascita.

Un lavoro molto intenso ha riguardato negli ultimi anni l’oncologia, dove sono state create le condizioni per affiancare su base scientifica i trattamenti di medicina integrata convalidati dalla ricerca, al fine di alleviare  gli effetti collaterali delle terapie e migliorare la qualità di vita. Sono nate e si sono consolidate così alleanze per lo sviluppo di iniziative di formazione  e ricerca con strutture di eccellenza mondiale, in particolare con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ospedale oncologico d’eccellenza con cui è stato siglato un memorandum d’intesa nel 2018. Nei diciannove ambulatori toscani che erogano prestazioni di medicina integrata in oncologia, presenti in tutte le aziende sanitarie regionali, vengono visitati annualmente circa 2.300 pazienti e dispensati 12mila trattamenti.

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