Promuovere il ripopolamento della trota mediterranea: così, da quest’anno gli avannotti (i piccoli di trota) nati nella peschiera di Santa Fiora e in quella di Arcidosso potranno essere utilizzati per ripopolare anche i corsi d’acqua al di fuori dei confini regionali, nel rispetto della normativa vigente. Si potenzia infatti il progetto finanziato dalla Regione per gli incubatoi ittici della Toscana, quattro in tutto di cui due sull’Amiata.
La trota mediterranea è una specie un tempo ampiamente diffusa lungo l’Appennino, ma “oggi gravemente minacciata di estinzione – spiega il responsabile Dario Durazzi – L’iniziativa si concentra sull’allevamento di esemplari selezionati, da cui, mediante riproduzione artificiale otteniamo le uova durante il periodo invernale che poi vengono successivamente monitorate in incubatoi specializzati. Le trote in questione sono tipizzate geneticamente, al fine di utilizzare solo riproduttori puri mediterranei”.

Nelle vasche di Santa Fiora vengono allevati anche i riproduttori. Nel momento in cui gli avannotti raggiungono una lunghezza di 3-4 cm, il 90% di viene distribuito alle associazioni che ne fanno richiesta tramite la Regione Toscana per essere reintrodotti nei corsi d’acqua. “Grazie alle risorse regionali, da quest’anno gli avannotti dell’Amiata potranno andare a ripopolare non solo i fiumi della Toscana come in passato, ma anche altri corsi d’acqua al di fuori del territorio regionale, sempre nel rispetto della normativa vigente, e questa è una importante novità. I rimanenti avannotti vengono mantenuti nelle strutture alla Peschiera, dove proseguono la loro crescita per diventare i futuri riproduttori”, conclude Durazzi.

La peschiera è considerata strategica per la reintroduzione della trota, aggiunge Serena Balducci, assessore all’ambiente di Santa Fiora: “Siamo fieri di aver messo a disposizione questo splendido parco per un obiettivo così nobile e di aver lottato tanti anni, per la sua crescita, assieme alla Regione, ai volontari dell’associazione Libera Pesca e ai biologi e ricercatori che l’hanno seguito”.