Dal 1961 fino al 1975 Ferdinando Nannetti, degente dell’ospedale psichiatrico di Volterra e ribattezzatosi “NOF4”, incide sul muro del cortile del manicomio, con una fibbia del panciotto, il suo messaggio al mondo con un graffito in cui descrive le sue fantasie astrali, le sue deliranti osservazioni sul mondo e sull’uomo. L’opera, considerata successivamente un capolavoro della “Art Brut” coprirà alla fine oltre 150 metri del muro interno del cortile. Questa curiosa testimonianza artistica. che ha rischiato di andare perduta nell’abbandono dell’ex struttura manicomiale, oggi è salva grazie all’impegno dell’associazione onlus “Inclusione, graffio e parola”, del Comune di Volterra, dell’Asl 5 proprietaria della struttura, della Sovrintendenza provinciale beni mobili di Pisa e della Regione. Circa otto metri dell’opera sono stati recuperati con la tecnica dello “strappo” da parte di un gruppo di restauratori e saranno al centro sabato e domenica prossimi di una manifestazione che li renderà visibili al pubblico presso la Pinacoteca di Volterra. I graffiti del Nannetti recuperati troveranno una sede provvisoria presso il Museo Lombroso dell’Asl, prima della collocazione definitiva all’interno del Museo della memoria, progettato dal Comune all’interno del complessivo recupero dell’area dell’ex ospedale psichiatrico che sarà a carico della società privata che l’ha acquistata dall’Asl e che comunque dovrà rispettare precisi criteri di vincolo e salvaguardia dell’area. Alla presentazione dell’iniziativa, stamani a Firenze, era presente anche l’assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti.
Cultura/ARTICOLO
Volterra, salvi i graffiti di Nannetti all’ospedale psichiatrico
L'opera è salva grazie all’impegno dell’associazione onlus “Inclusione, graffio e parola”, del Comune di Volterra, dell’Asl 5, della Sovrintendenza e della Regione
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