Cultura/ARTICOLO

Val d’Orcia, quando il palato vuole la sua parte

Gita culinario -gastronomica in una valle incantata nel cuore della Toscana

/ Redazione
Mar 10 Dicembre, 2013

Viaggiare in primavera per le strade e i sentieri della Val d’Orcia - preferibilmente in mountain bike o a piedi - significa immergersi in un paesaggio da sogno, molto simile ai “Campi Elisi” evocati da Ridley Scott nel suo “Il Gladiatore”, film oscar, del quale alcune scene sono state girate proprio in questo angolo di campagna toscana. Se l’incanto dei filari di cipressi immersi nei campi perfettamente “pettinati” dal lavoro dell’uomo ha fatto la felicità di viaggiatori e di paesaggisti, la cucina tipica della Val d’Orcia, ha costituito da sempre un motivo di attrazione irresistibile, grazie alla varietà dei prodotti e alle ricette che essa ha saputo offrire. Le specialità che si possono gustare vanno dai “pici all’ocio” (spaghettoni fatti a mano con il sugo di papero), ai tortelli casarecci, dai salumi di cinta senese (suino con carni di ottima qualità il cui tratto caratteristico è una cinghiatura bianca, sul mantello nero-ardesia), alla “scottiglia” (antichissima ricetta a base di carni miste e verdure). Come non ricordare poi il pecorino di Pienza, Contignano e Seggiano, forse tra i migliori formaggi italiani. Sulla tavola delle numerose trattorie in cui è possibile mangiare senza spendere una fortuna, non può mancare un buon bicchiere di rosso di Montepulciano, il vino principe della Val d’Orcia. In alternativa si può bere gli ottimi vini del Consorzio della Val d’Orcia, tutti contrassegnati della Denominazione di Origine Controllata Orcia (decreto ministeriale del 14.02.2000), a garanzia della qualità e delle origini della varie etichette.