Ridurre le emissioni di CO2 come previsto dal Protocollo di Kyoto firmato in sede ONU nel 1998 - un impegno per i paesi industrailizzati a ridurre, per il periodo 2008–2012, il totale delle emissioni di gas ad effetto serra almeno del 5% rispetto ai livelli del 1990 - e rispettare l’accordo clima-energia “20-20-20” dell’Unione Europea - che prevede invece entro il 2020 di ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, di portare al 20% il risparmio energetico e di aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili - sono priorità per la Regione Toscana.
Una delle azioni più incisive per la regione è l'aumento dell'utilizzo a fini energetici delle biomasse agroforestali, ovvero del materiale proveniente dalla manutenzione forestale, dagli scarti agricoli e da scarti di lavorazione di manufatti di qualità, come mobili e prefabbricati in legno. Una risorsa non di poco conto, visto che la Toscana ha 1 milione e 156 mila ettari di superficie forestale, pari al 51% del suo territorio.
Un importante passo verso lo sviluppo dell'economia verde nella regione è il varo del portale www.greeneconomytoscana.it, presentato martedì 23 luglio nella sede di Uncem Toscana a Firenze dal presidente Oreste Giurlani e dall’assessore regionale all’agricoltura e foreste Gianni Salvadori. Il portale è frutto del protocollo d’intesa firmato tra Regione, Uncem, Anci, Upi, sidacati, associazioni di categoria dell'agricolutra e del mondo cooperativo nel dicembre dello scorso anno, e mira ad essere un punto di informazione e incontro per investitori e soggetti interessati allo sviluppo della filiera corta per impianti di cogenerazione e teleriscaldamento.
Dall'attivazione della filiera corta, come illustrato nel portale, si stima la creazione di una rete diffusa di piccoli impianti, inferiori a 1MW, per la produzione di energia elettrica e termica per un totale di 70 megawatt, alimentati dalle biomasse. La Regione- ha affermato l'assessore Gianni Salvadori - riesce a realizzare grazie al progetto Green Economy diversi obiettivi virtuosi: tutelare l'ambiente e il paesaggio, ridurre la dipendenza economica dalle fonti energetiche tradizionali e creare nuovi posti di lavoro. La Green Economy rappresenta quindi per la Toscana una risorsa da non sottovalutare, sia perché il costo dell'energia è sempre più causa della crisi delle aziende, sia perché, sempre a proposito di crisi, il settore può rappresentare uno sbocco occupazionale, in particolare per i giovani disposti intraprendere percorsi di formazione.
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