Le acque protette dell'Isola di Pianosa, che ha anche ospitato un carcere per i mafiosi al 41 bis, non saranno più off limits per i sub. Il Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, in collaborazione con i centri subacquei, sta studiando i modi per aprire alle immersioni, in maniera "sperimentale" e "contingentata". La notizia è apparsa su 'Il Tirreno'.
Sul sito dell'Arcipelago Toscano è stato pubblicato l'elenco dei requisiti richiesti "agli operatori interessati alle immersioni nell'area protetta". L'obiettivo, è spiegato, è permettere "la scoperta dei nostri fondali più belli": il progetto, che parte con Pianosa, sarà poi allargato ad altre isole.
La sperimentazione dovrebbe iniziare questa estate, quando saranno predisposte sette boe: cinque a disposizione dei diving e due di servizio, per i mezzi di soccorso. "Fondamentale in questa fase delicata e sperimentale il contatto con gli operatori del settore", spiega il Parco: le immersioni saranno autorizzate "solo con accompagnamento di guide ambientali subacquee", per gruppi ristretti e con barche a basso impatto inquinante.
Ambiente/ARTICOLO
Da carcere a paradiso L'isola di Pianosa apre ai sub
Viaggio alla scoperta dei fondali più belli della Toscana
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