Cultura/ARTICOLO

Come l’Italia vinse la guerra contro l’analfabetismo

Dal 6 marzo al 30 aprile alla Marucelliana sussidiari, sillabari e libri di lettura

/ Redazione
Mar 10 Dicembre, 2013
Alberto Manzi
Le lezioni del maestro Alberto Manzi, che sulla Rai, con ‘Telescuola’ e ‘Non è mai troppo tardi’ permise a un milione e mezzo di italiani di ottenere la licenza elementare. I sussidiari, i sillabari e i libri di lettura, alcuni dei quali illustrati da un artista come Silvano Campeggi.
In mostra Firenze, alla biblioteca Marucelliana (9 marzo-30 aprile), arrivano alcuni degli strumenti che hanno garantito l’alfabetizzazione dell’Italia.
L’evento, ‘Imparare a leggere e scrivere nell’Italia del dopoguerra: sillabari, sussidiari e televisione’, ha il patrocinio del Comune ed è organizzato dal Lions Club Firenze con la Biblioteca Marucelliana ed in collaborazione con il Centro Alberto Manzi di Bologna.
La rassegna presenta agli studenti di ieri e di oggi pagine scelte da quei libri, talvolta anche riccamente illustrate da artisti di chiara fama, ed estratti dal programma “Non è mai troppo tardi” con il maestro Manzi, la sua vita e la sua attività di studioso e pedagogo.
«Scelte governative lungimiranti – ha ricordato l’assessore all’educazione – garantirono l’alfabetizzazione del nostro Paese. Negli anni Cinquanta le metodiche di insegnamento fecero tesoro degli strumenti tecnologici di quagli anni, ad esempio la televisione che apparve ufficialmente in Italia il 3 gennaio del 1954».
«Con questa mostra – ha proseguito l’assessore – raccontiamo una svolta epocale nel metodo didattico che ha fatto differenza nell’Italia del dopoguerra e che a tanti italiani, nel dopoguerra, di imparare a leggere e a scrivere. Un passo di avvicinamento verso la realizzazione del ‘museo della scuola’ che con la sua ricca dotazione di fondi librari e archivistici, letteratura giovanile e un’ampia collezione di giornalini scolastici, e di materiale didattico prodotto dai primi anni del Novecento, può diventare un centro culturale con dotazione multimediale di grande rilevanza»
«Una delle priorità della giovane Repubblica Italiana – ha spiegato il presidente del Lions club Gilberto Giusti – fu quindi quella di affrontare il problema del secolare analfabetismo, sopratutto nelle zone rurali e nel meridione. L'impegno di quegli anni sia con la scuola dell'obbligo, sia con le scuole popolari che con Telescuola, attraverso i suoi programmi televisivi, permise nel giro di venti anni di dimezzare il numero degli analfabeti in Italia che passarono dal 12,90% del 1951 al 5,22% del 1971. I libri di testo di quel tempo di rapido sviluppo economico, avevano presente un progetto di società costituita da cittadini istruiti, laboriosi, solidali ed educati, rispettosi della propria Patria e di quella degli altri. La televisione “buona maestra” con il programma “Non è mai troppo tardi”, condotto dal Maestro Alberto Manzi, contribuiva alla costruzione di quella nuova società, permettendo di far conseguire dal 1960 al 1968 più di un milione di diplomi di scuola elementare. Uno slancio entusiasmante che contribuì a fare crescere culturalmente ed economicamente il nostro Paese, fino a divenire negli anni settanta la settima potenza industriale del mondo».
«La mostra – ha concluso - non è un' operazione “nostalgia”, né un “come eravamo”. I ragazzi di ieri troveranno, in quelle paginette dei libri di testo, le parole e i sentimenti che li hanno fatti crescere e formare come cittadini; i ragazzi di oggi i valori e le virtù che sono ancora loro patrimonio, seppure trasformati nel tempo odierno. Tutti riconosceranno l'identità profonda del Paese a cui bisogna fare riferimento, soprattutto nei momenti di incertezza, per riprendere forza e vigore nella costruzione della buona società che è un'opera che non si compie mai e che deve combattere sempre nuove forme di analfabetismo».
«Non abbiamo avuto un attimo di esitazione a lavorare per l’allestimento di questa mostra – ha commentato Monica Maria angeli, direttrice della Marucelliana – si trattava di esplorare un periodo finora rimasto un po’ in ombra e ricercare tra i molti libri scolastici accantonati e non catalogati. Ha prevalso, però quasi subito la passione e il lavoro e la ricerca di Marta Zangheri, la disponibilità all’aiuto di Annamaria Corti, il coordinamento organizzativo di Roberto Maini e la collaborazione di tanti colleghi che, anche se non direttamente coinvolti, hanno permesso la realizzazione dell’iniziativa».

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