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Allarme siccità in Toscana: stato d'emergenza

Lo ha decretato oggi il presidente Rossi: nel 2011 ha piovuto il 40% in meno rispetto alla media e c'è carenza di acqua. Un fondo di garanzia per ridurre le perdite della rete idrica e una campagna di informazione contro gli sprechi

/ Redazione
Mar 10 Dicembre, 2013
Diga di Bilancino. Foto di Andrea Barghi
La Toscana proclama lo stato di emergenza regionale per la siccità. Lo ha decretato oggi il presidente Enrico Rossi sulla base delle valutazioni dei tecnici che nelle settimane scorse hanno monitorato puntualmente la situazione idrologica della nostra regione, sia per quanto riguarda i consumi domestici sia per quanto riguarda le esigenze dell'agricoltura e del sistema produttivo.
"La carenza di acqua è ormai conclamata - spiega Rossi - ha piovuto pochissimo fin dall'anno scorso, fino al 40% in meno rispetto alla media, gli invasi sono in sofferenza e le previsioni non lasciano prevedere precipitazioni in grado di recuperare. Dobbiamo quindi far fronte con misure urgenti alla situazione: oggi stesso deliberiamo di dare a Fidi 20 milioni per costituire un fondo di garanzia che consentirà di garantire investimenti per 118 milioni di euro, destinati a interventi di emergenza e per ridurre le perdite della rete idrica, che oggi ammontano al 30%. Scriverò ai sindaci invitandoli ad emettere le ordinanze di igiene sanitaria per limitare i consumi e accelerare l'esecuzione di interventi urgenti. Renderemo più rapide le procedure per scavare nuovi pozzi, dobbiamo proseguire e accelerare la realizzazione dei piccoli invasi. Entro 15 giorni avremo il progetto completo".
Sarà anche lanciata una campagna di comunicazione per sensibilizzare la popolazione sulla criticità della situazione ed incentivare l’adozione di buone pratiche per un corretto uso delle risorse idriche. Si prevedono materiali di comunicazione diffusi tramite bolletta, spot radiofonici, informazioni su internet e sulla stampa quotidiana. "Molto può cambiare - ha aggiunto il presidente Rossi - se cambiano i comportamenti individuali".

LA SITUAZIONE - Dopo un 2010 molto piovoso, il 2011 è stato un anno decisamente secco. Su tutta la Toscana la pioggia è diminuita dal 20%, nel migliore dei casi, fino al 40% in meno rispetto alla media. Il quadro della situazione, sempre aggiornato, è reso possibile grazie al lavoro del Centro funzionale della Regione Toscana che, con il monitoraggio di 350 pluviometri dislocati su tutto il territorio regionale, permette di confrontare i dati più recenti sugli invasi e sui corsi d’acqua dai superficiali fino ai più profondi, confrontandoli con la media degli ultimi dieci anni. Anche le ultime nevicate insufficienti, non hanno modificato il quadro esistente: per ogni 10 cm di neve corrisponde un apporto di pioggia di circa 1 cm. Dunque anche i 100 cm di neve registrati come punta massima, contribuiscono abbastanza poco al raggiungimento del valore atteso di piovosità media. Le sorgenti collinari e montane presentano già regimi estivi, le falde costiere, già in sofferenza, così come l’approvvigionamento per l’Isola d’Elba, potrebbero entrare in crisi per l’aumento della richiesta dovuto al rilevante numero di presenze estive. In alcune zone, infine, in concomitanza con la diminuzione della risorsa, potrebbe presentarsi l’ulteriore problema della qualità dovuto all’aumento della concentrazione di alcune sostanze legate alla potabilità dell’acqua come solfati, boro, nitrati.

TRE MILIONI PER I "LAGHETTI" - Tre milioni di euro saranno investiti per la manutenzione straordinaria e il ripristino dei “laghetti”, piccoli invasi idrici multifunzionali che in tempi di siccità possono costituire una efficace risposta alle necessità dell’agricoltura. Lo ha annunciato l’assessore regionale Gianni Salvadori. Nel 2006 fu effettuato un censimento da cui risultò che il territorio toscano era dotato di 2462 piccoli invasi, la cui capacità complessiva era pari a quella del grande invaso di Bilancino. Oggi questa risorsa in parte non utilizzabile per mancanza di manutenzione, viene ripresa in considerazione, nonostante gli ostacoli frapposti dalle autorità europee che considerano l’irrigazione consentita da questi piccoli invasi come foriera di eccedenze produttive. L’assessore Salvadori ha invece ribadito che l’irrigazione permessa dai laghetti potrà essere indispensabile per mettera al sicuro l’esistenza stessa delle colture toscane.
L’assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini ha aggiunto che la Regione supporterà il piano di azione annunciato oggi con una verifica sugli strumenti anche legislativi più adatti. “Mi riferisco in particolare – ha detto – a una riedizione della legge 29 del 2007 sulle norme per l’emergenza idrica che, tra le altre cose, permetterà l’accelerazione di opere urgenti e utili per fronteggiare l’emergenza rendendo più certa, efficace e celere l’attuazione del piano. Inoltre – ha aggiunto – sarà emanato un Regolamento regionale che ottimizza l’uso delle acque per fini diversi dall’idropotabile e disciplina le attività. Insieme alle Province valuteremo infine nuove misure di contenimento anche per le concessioni già rilasciate soprattutto in vista dell’estate, la stagione più critica ma anche quella in cui c’è maggiore richiesta di acqua”.

DANNI ALL'AGRICOLTURA -  Il perdurare del deficit di pioggia rilevato nel 2011 su tutta la Toscana, con anomalie negative di precipitazione in alcune aree fino al 70% sta generando forti preoccupazioni da parte degli imprenditori agricoli. Alcune colture (cereali e foraggere) sicuramente avranno una riduzione di produttività. Le coltivazioni di grano, ad esempio, cominciano a manifestare sintomi di sofferenza per il ridotto sviluppo delle radici nei terreni privi di umidità; l’attuale stress potrebbe già determinare una riduzione delle produzioni, che in alcune aree potrebbe corrispondere ad una prevedibile diminuzione delle rese di almeno il 30 %. Attualmente le colture arboree (viti, olivi e fruttiferi) non presentano ancora sofferenze da deficit idrico, poiché le piante hanno ripreso l’attività vegetativa nelle ultime settimane; ma il perdurare della situazione di siccità potrebbe richiedere di intervenire con irrigazioni di soccorso, non soltanto per consentire lo sviluppo delle produzioni ma anche per evitare gravi stress idrici alle piante. Seri interrogativi ci sono invece da parte degli agricoltori per quanto riguarda l’esecuzione delle semine primaverili (girasole, mais) e dei trapianti delle colture ortive.