È il lavoro il tema scelto come filo conduttore per la prossima edizione di Terra Futura, la mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che da venerdì 25 a domenica 27 maggio torna alla Fortezza da Basso a Firenze.
Per questo la nona edizione si aprirà simbolicamente con l'intervento di una rappresentanza dei 375 lavoratori dell'ex ISI (Italia Solare Industria): sono loro oggi a rischiare di pagare il fallimento dell'azienda.
Lavoro da garantire come diritto di tutti, lavoro da recuperare nel suo valore sociale oltre che economico, lavoro da ripensare come cardine di cittadinanza e democrazia, come fattore e strumento prioritario per ri-convertire l'economia in chiave ecologica.
Promotori di Terra Futura sono sempre Fondazione culturale Responsabilità etica per il sistema Banca Etica, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’economia sociale, insieme ai partner Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. La Regione Toscana sarà presente con diversi progetti e iniziative che concretizzano le sue politiche di sostenibilità, in particolare con il Premio Toscana Ecoefficiente e col progetto “Giovani sì”.
«Dall'ambiente e dalle politiche green può venire lavoro vero – ha detto Gianni Salvadori, assessore all'Agricoltura della Regione Toscana, nella conferenza stampa di presentazione -: ma occorre modificare immediatamente i decreti sulle energie rinnovabili, perché depotenzierebbero molte importanti opportunità. Come Regione Toscana stiamo lavorando perché il Governo accolga questa modifica e permetta di lavorare su eolico, biomasse e fotovoltaico».
Tra i temi al centro di questa edizione anche il lavoro nel suo rapporto con la crisi: «È un tema centrale oggi – ha sottolineato Ugo Biggeri, presidente di Banca popolare etica -: se da un lato sembrano inevitabili le ripercussioni della crisi sul lavoro, dall'altro occorre affrontare il problema da un'ottica diversa. Ci sono infatti nuove forme e nuovi modi per dare a tutti la possibilità di lavorare. E per conciliare lavoro, equità e sostenibilità, occorre farsi domande di senso: è un'assurdità pensare che ci possa essere lavoro solo a patto che aumentino i consumi o il sistema finanziario internazionale prosegua nei suoi ritmi da speculazione. In realtà dobbiamo ripensare le politiche fiscali, ad esempio facendo prelievi sulla finanza internazionale e prestando maggiore attenzione a una equità fiscale quando andiamo ad applicare misure di austerità ai paesi europei, ossia una patrimoniale anziché tanti aumenti dell'iva».
Andrea Baranes, presidente della Fondazione culturale Responsabilità Etica, ha ricordato come Terra Futura sia il punto d’incontro tra l’analisi teorica delle grandi sfide che stiamo affrontando e le buone pratiche delle nuove forme di economia. «Basta con la finanza e lo spread al centro dell’agenda politica – ha chiesto con forza -. mettiamo invece al centro il lavoro, come via d’uscita dalla recessione e dalla crisi che stiamo vivendo e come fondamento per la costruzione di uno nuovo sistema economico-produttivo e sociale».
Diritto al lavoro ma anche lavoro come strumento di consapevolezza e cittadinanza: «Il lavoro è un bene comune che va tutelato, difeso e protetto perché non rappresenta solo uno strumento di sostentamento ma un mezzo per esercitare concretamente i propri diritti di cittadinanza e concorrere all'evoluzione e al progresso civile della nostra società» così ha detto Stefano Biondi, della Fiba Cisl Toscana, che ha continuato: «Per il sindacato non ci può essere vera democrazia senza democrazia economica e fiscale. Ecco perché l'equità distributiva e il lavoro sono "beni comuni" fondamentali per rilanciare la crescita economica e determinare uno sviluppo più sostenibile anche sul piano sociale ed ambientale».
Soana Tortora, della direzione nazionale delle Acli, ha affermato: «Il tema del lavoro naturalmente ci interroga molto da vicino, perché è una delle principali mission associative. Il lavoro, la ricostruzione di un futuro possibile, la rigenerazione di un modello di sviluppo, restano per noi inscindibili dalla rigenerazione della comunità. Dobbiamo mirare a un modello che metta al centro le persone e le relazioni tra le persone, e non le relazioni tra le persone e il denaro».
«Parlare di economia verde significa senz'altro pensare in modo nuovo anche al lavoro - ha detto Fausto Ferruzza presidente di Legambiente Toscana -. Bisogna guardare all’economia verde non più come mero settore, bensì come modo nuovo di produrre e di lavorare».
Bioeconomia, innovazione, riconversione ecologica dei flussi di materia e di energia, lavori verdi, diritti, occupazione, le parole d’ordine prioritarie nella proposta di Legambiente per i tre giorni.
Grande spazio troverà a Terra Futura anche il tema della legalità e della lotta alle mafie, a partire da alcuni appuntamenti promossi da Arci, come ha spiegato Francesca Chiavacci, presidente di Arci Firenze: «Domenica, insieme alla Regione Toscana e Libera, sarà un'intera giornata di formazione per i giovani che parteciperanno ai campi di lavoro nei terreni confiscati alle mafie: è sulle giovani generazioni che bisogna puntare per rendere forte la cultura della legalità».
La responsabile area progetti speciali di Fondazione Sistema Toscana, Adriana De Cesare, ha presentato l'ampio programma di “www – words world web”, iniziativa promossa con la Fondazione culturale responsabilità etica. E-democracy, lavoro, denaro e finanza sono i temi su cui sono incentrate le tre giornate; ospiti attesi alcuni esponenti di “Occupy Wall Street” e “Move Your Money”, movimenti che in Usa e in Gran Bretagna stanno sollecitando il cambiamento dal basso delle regole della finanza.
Presente anche quest'anno alla Fortezza la Provincia di Firenze, con iniziative culturali dedicate alla cooperazione internazionale e ambientale e poi al “matrimonio possibile” tra edilizia e green economy.
«Di fronte alla crisi del settore, che è drammatica, partendo dalla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e dalla necessità di intervenire sul dissesto idrogeologico e ancora dalla riqualificazione delle aree industriali, possono nascere occasioni di sviluppo che oggi si sono perse» ha detto Renzo Crescioli, assessore all’Ambiente della Provincia di Firenze. Fra i grandi ospiti attesi nei tre giorni: Mario Agostinelli, portavoce per il Contratto mondiale per l’energia e il clima, Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria con delega alle politiche territoriali, ai distretti industriali e alle reti d’impresa e direttore Consorzio A.A.S.TER, Cecilia Brighi, responsabile rapporti internazionali Cisl, Mario Luigino Bruni, economista, Corrado Clini ministro dell’Ambiente, Walter Ganapini, ambientalista, Susan George, scrittrice e politologa, Enrico Giovannini, presidente Istat, Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, Esther Guluma, neoeletta presidente di Fairtrade International, Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria con delega all’education, Pat Roy Mooney, portavoce delle organizzazioni della società civile globale, Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, Michele Prestipino, procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo di Firenze, Marco Revelli, sociologo, Ermete Realacci, Commissione Ambiente della Camera, Matteo Renzi, sindaco del Comune di Firenze, Franco Riva, filosofo, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, Vandana Shiva, teorica dell’economia sociale, Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia, Guido Viale economista, Stefano Zamagni, economista,…e altri ancora.
Alla Fortezza da Basso, un ampio panorama delle buone pratiche di produzione, lavoro e consumo già esistenti e sperimentate nelle nostre città e sui territori: prodotti, progetti e percorsi, frutto di scelte e azioni di vita, di governo e di impresa che sono l’unica strada possibile verso un futuro più equo e sostenibile.
Nella vasta rassegna espositiva, articolata in 13 diverse sezioni tematiche, numerosi i settori rappresentati: tutela dell’ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, e ancora consumo critico, welfare, impegno per la pace, solidarietà sociale cittadinanza attiva e partecipazione. Un mondo che sa produrre nuova economia e generare occupazione.
L’evento propone anche un programma culturale fitto, fra seminari, dibattiti e convegni con esperti e testimoni dei diversi ambiti; e ancora numerosi workshop e laboratori, per far sperimentare ai visitatori come sia possibile declinare la sostenibilità a partire dal quotidiano di ciascuno. Circa 600 le aree espositive e oltre 5000 enti rappresentati; 280 gli appuntamenti culturali che vedranno l’intervento di quasi 1000 relatori.