Cultura/ARTICOLO

Agli Innocenti "Madri, figlie, balie"

Dal 7 maggio al 30 settembreal MUDI

/ Redazione
Mar 10 Dicembre, 2013
Filippo Lippi
Madri, figlie, balie è il titolo della mostra che si inaugura domani, all'Istituto degli Innocenti, e segna una tappa importante nella realizzazione del Mudi, il nuovo Museo degli Innocenti, rendendo accessibile al pubblico il Coretto, lo spazio dove le donne vivevano e pregavano e dove sono ora stati ricollocati, nella sede originaria, nove tabernacoli del XVIII e XIX secolo.
Il Coretto va adesso ad integrare l'attuale pinacoteca e sarà visitabile negli orari di apertura del museo (da lunedì a domenica, ore 10 - 19). 'Madri, figlie, balie', promossa in collaborazione con l'assessorato alla Cultura della Regione Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Firenze, l'Università degli studi di Firenze, è curata da Stefano Filipponi ed Eleonora Mazzocchi. L'idea dell'esposizione nasce anche grazie all'indagine storica che ha accompagnato il restauro del 'voltone' su via della Colonna e gli ambienti soprastanti dove vivevano le donne degli Innocenti.
La vicenda delle donne dell'Istituto che ha caratterizzato la vita di questo luogo è oggi ripercorribile grazie all'immenso patrimonio documentale dell'archivio storico e a un minuzioso e paziente lavoro di ricerca sviluppato in parallelo a una campagna di restauri finalizzati alla realizzazione del Mudi, il nuovo Museo degli Innocenti. Nel corso dei secoli l'Istituto degli Innocenti ha sempre ospitato una folta comunità femminile, composta da balie, bambine, 'nocentine' ormai grandi che lavoravano all'interno dell'istituzione e successivamente anche dalle cosiddette 'gravide occulte', giovani donne in attesa di un figlio fuori dal matrimonio che qui prestavano servizio. Una presenza predominante quella femminile, anche perché le bambine subivano assai più spesso dei maschi la pratica dell'abbandono. Al suono di una campanella fanciulle, bambine, balie, artigiane venivano chiamate più volte nella giornata a pregare nel Coretto da dove assistevano alle funzioni attraverso delle grate, senza essere viste. Un luogo di raccoglimento e devozione, ma anche di socializzazione e piccole confidenze scambiate durante un breve riposo nella giornata di lavoro.

Topics: